Come si ottiene l’olio di semi di canapa: il processo di lavorazione

Lavorazione olio semi canapa

Come si ottiene l’olio di semi di canapa: il processo di lavorazione

L‘olio di semi di canapa è un elemento con diverse proprietà benefiche per l’organismo, e viene utilizzato a livello industriale per la produzione di cosmetici, tra cui creme e oli. Ma come si produce l’olio di semi di canapa?

Il punto di partenza è la pianta, da cui vengono pressati a freddo i semi. La lavorazione dei semi può essere effettuata in diversi modi, per cui la formazione dell’olio può avvenire sulla base di diverse tipologie di estrazione.

In Italia fino agli anni cinquanta la lavorazione di questa pianta avveniva in modo artigianale, mentre ad oggi sono presenti alcune industrie specializzate nell’estrazione dell’olio dai semi di canapa e nell’utilizzo dei suoi componenti per la creazione di diversi prodotti.

Attualmente la produzione dell’olio di semi di canapa rappresenta un settore in sviluppo in Italia, per cui la lavorazione di questo elemento mette a disposizione un prodotto da utilizzare per finalità cosmetiche o alimentari.

Raccolta dei semi di canapa

L’industria che produce olio di semi di canapa in Italia è attualmente in espansione, tant’è che sono nate diverse startup che si occupano di questo tipo di produzione, ma anche associazioni di categoria, come Federcanapa, che monitorano l’andamento di questo nuovo mercato nel paese.

L’elemento di partenza per la produzione è proprio la pianta, per cui le diverse parti possono essere utilizzate anche per scopi più differenti: ad esempio, oltre all’olio di semi di canapa, utilizzato nella cosmetica e nell’alimentazione, è possibile usare anche le paglie della pianta per produrre una fibra, tramite lavorazione degli steli.

Dato che da questa pianta è possibile ottenere diversi elementi, nulla va sprecato. I residui infatti possono anche essere utilizzati per la produzione di carta per imballaggio, oppure come bio-composto. Per produrre l’olio di semi di canapa, è necessario l’impiego di impianti industriali appositi, e una lavorazione di grosse quantità di questa materia prima.

La coltivazione della canapa negli anni cinquanta era piuttosto diffusa, specialmente in alcune zone e regioni del paese. La metodologia dell’epoca prevedeva il lavoro artigianale, e per cui ancora non era diffuso l’uso di macchinari a livello industriale. Successivamente si è assistito ad una diminuzione di questo tipo di coltura, e attualmente questa produzione sta tornando alla ribalta.

Successivamente alla coltivazione della pianta, in appositi terreni, si passa alla raccolta e alla separazione dei semi, a cui seguono poi diversi passaggi di lavorazione, in base al tipo di impianto, e al tipo di lavorazione scelta. Per estrarre l’olio dai semi di questa pianta è possibile impiegare diversi metodi, come vedremo tra poco.

Estrazione dell’olio dai semi di canapa: tre metodi

Va evidenziato che non esiste un unico modo per ottenere l’olio dai semi della canapa, per cui possono essere impiegate tre diverse metodologie, che elenchiamo qui di seguito:

  • spremitura a freddo: si tratta del metodo più semplice, ovvero consiste nel collocare i semi della pianta dentro una pressa, a freddo, che procede a spremerli. Questo è un sistema di spremitura piuttosto grezzo, perché non va a filtrare i diversi elementi di cui è composto il seme, ma con questo metodo vengono mantenuti molti dei componenti. La temperatura deve essere bassa, oppure a livello di ambiente;
  • spremitura con anidride carbonica: questo metodo è uno dei più diffusi per la produzione dell’olio di semi di canapa, e consiste nell’impiegare l’anidride carbonica introducendola nel momento in cui i semi vengono pressati. Con questo sistema è possibile separare gli elementi di cui sono composti i semi. Si può adottare questo meccanismo sia con l’impiego di basse temperature che con alte temperature;
  • spremitura con solvente: in questo caso viene impiegato un elemento aggiuntivo, diverso dall’anidride carbonica, per procedere con l’estrazione dell’olio dai semi. Si tratta generalmente di etanolo, o alcool, e anche in questo caso si ottiene una separazione degli elementi che compongono i semi. Tuttavia è un metodo per cui è necessario più tempo per arrivare al risultato finale.

Al momento il metodo maggiormente diffuso per estrarre l’olio dai semi della canapa è quello che prevede l’impiego dell’anidride carbonica, più rapido rispetto al metodo con un solvente, e che garantisce una buona separazione degli elementi.

Purificazione dell’olio di semi di canapa

Successivamente al momento in cui l’olio di semi di canapa viene estratto, si passa alla fase della purificazione, in cui, in base al metodo utilizzato, si procede alla pulizia finale dell’olio da tutte le impurità che sono rimaste.

Si tratta anche di impurità derivate dal metodo stesso di estrazione: per esempio, nel caso in cui si scelga la spremitura con un solvente, quest’ultimo viene escluso dall’olio, per ottenere il prodotto finale, attraverso la fase di purificazione.

In particolare, questo passaggio è quindi importante per escludere eventuali presenze di anidride carbonica o di etanolo all’interno del prodotto. Si parla in questi casi di diverse fasi, anche a temperature molto fredde, o molto alte, di filtraggio e raffinazione.

Per questo motivo, in base al tipo di lavorazione, è possibile che dagli stessi semi venga prodotto un olio di un colore più tendente al verde, oppure uno più tendente ad un colore chiaro.

Successivamente, l’olio di semi di canapa finito viene poi impiegato in modi specifici per la creazione di prodotti ad uso cosmetico, oppure viene destinato all’utilizzo nell’alimentazione o come integratore.

Come accennato inizialmente, anche il resto della pianta può essere utilizzato a livello industriale, come materiale da cui partire, del tutto ecosostenibile, per la creazione di diversi prodotti, come i tessuti, la carta, e materiale compostabile.

Inoltre, i semi non vengono solamente usati per la produzione di olio, ma anche di farina: in questo caso vengono pressati, frantumati e setacciati.